lunedì, novembre 05, 2007

20 anni e varie"tá"

Tahar Ben Jelloun scrisse "Il razzismo spiegato a mia figlia" (Bompiani), agile libello da leggere, ma senza grosse aspettative.

Io vi scrivo, invece, questo post.

Domani ultimo compleanno nei 20anni... eppure non si direbbe vista la mia morbida e liscia pelle, i miei folti ed arruffati capelli ribelli, il mio corpo scolpito.

Eccomi (fintamente) spaventato dalla fine della mia ventennitá difenderla strenuamente, contro l'invasione dei decenni successivi, contro le zattere piene di rughe disperate che solcano il mio viso per approdare sulla fronte, territorio che si fa sempre piú ampio e vasto per la criminalitá delle rughe incivili che causano la caduta dei miei autoctoni capelli.

Eccomi indossare le vesti del difensore del cuoi capelluto, cazzo!, o della ventannitá, o della nordicitá, della friulanitá, della bianchitá, dell'occidentalitá... e vi ci metto in omaggio anche il "dadaumpá" (perché erano ariane).

Sproloquio dato da demenza senile? Un po' no.

Desiderare patria, razza o quellochesia pura, eterna ed immutabile é come desiderare di vivere sempre avendo 20 anni: si risulta ridicoli, psichiatricamente interessanti ma dissociati dalla realtá, almeno da quella fisica universale.

E poi dove c'é purezza non c'é altro, per definizione; ma li vedete i mormoni o gli zeloti? Si stanno ammazzando a forza di accoppiarsi tra di loro (c'é chi ne sarebbe felice, se il senso della frase fosse un altro); poi FDA cantava a ragione "dai diamanti (pulcherrimo esempio di purezza) non nasce niente, dal letame nascono i fior", e poi é scientificamente dimostrato che la mescolanza é fattore evolutivo dei piú efficaci, e poi e poi...

Un consiglio che, per motivi di reperibilitá, é per pochi:
leggete "(S)confini", di G.P. Gri, ed. Il Circolo del Menocchio (Montereale V.), in particolare il capitolo "Friuli: memoria e futuro":
“Non pianto pietre di confine che delimitano la mia idea di friulanità.
Essa non rimanda a un dato, ma a un sistema mutevole di relazioni.
La considero (al pari di ogni altra costruzione di natura etnica) come una sorta di nuvola, come una forma che ha la sua essenza nel continuo mutare
(…) Questo modello aperto si mette spesso in conflitto con gli “operatori etnici”: con chi, cioè, avendo scelto di portate il problema della tutela e della valorizzazione dell’etnicità sul piano politico, ha bisogno di frontiere nette, di pali di confine ben piantati, di definizioni chiare; ha bisogno di sapere con certezza chi e cosa è friulano, chi e cosa non lo è, a chi spettano i fondi di sostegno regionali e comunitari e a chi no, a chi spettano e a chi no i contributi delle leggi regionali e nazionali (…)
Mi permetto però di rivendicare la superiorità delle mie categorie aperte (processuali, come si dice) di friulanità.
Quando vedo che in ultima istanza prevalgono le categorie burocratiche, chiuse, aggressivamente difensiviste o falsamente progettuali (i tecnici della costruzione dell’identità!), penso male”.

3 commenti:

Giuseppe ha detto...

e te li tieni......
auguri d apapy.

Michele ha detto...

Non solo me li tengo, cerco anche di accumularne.
Grazie.

Marco ha detto...

Sarà che non vengo spesso a commentare,sarà che quindi un pò devo recuperare ma concedimi questa caxxata:
dai diamanti nascono i bambini!
Sviluppo il concetto:
diamante+donna+ventuale matrimonio(ma anche no!)+se hai mò money per i dimanti allora ti si incastra+bambini(perchè ovviamente quel giorno lei salta la pillola..opppss!!).
Tutto ciò per ricordarti che abbiamo già l'età per spargere i geni ed accoppiarli con quelli giusti!!!
Auguri(ancora)caro