martedì, settembre 11, 2007

11 settembre 1973



Ai compagni che mi ascoltano:
La situazione è critica, siamo di fronte ad un colpo di
Stato, al quale partecipa la maggioranza delle Forze
Armate. (...)
Non ho propensione al martirio, sono un lottatore
sociale che compie un incarico che il popolo mi ha dato.
Ma, lo intendano coloro che vogliono far indietreggiare
la storia e disconoscere la volontà maggioritaria del
Cile; Senza avere vocazione di martire, non farò un
passo indietro. Che lo sappiano, che lo sentano, che se
lo registrino profondamente: lascerò La Moneda quando
avrò compiuto il mandato che il popolo mi ha dato,
difenderò questa rivoluzione cilena e difenderò il
Governo perché questo è il mandato che il popolo mi ha
consegnato. Non ho altra alternativa. Solo crivellandomi
di colpi potranno impedire la volontà di compiere il
programma del popolo. (...)
In questo momento passano gli aerei. È possibile che ci
colpiscano. Ma sappiate che stiamo qui, per lo meno con
il nostro esempio, dimostrando che in questo paese ci
sono uomini che sanno compiere le obbligazioni che hanno
preso. Io lo farò per il mandato del popolo e per
mandato cosciente di un Presidente che ha la dignità
dell’incarico affidatogli dal popolo in elezioni libere
e democratiche. (...)
... Pagherò con la mia vita la difesa dei principi che
sono cari a questa patria, l’insulto cadrà sopra quelli
che hanno tradito i loro impegni, mancando alla loro
parola, rompendo la dottrina delle Forze Armate.(...)
Lavoratori della mia patria: voglio ringraziarvi per la
lealtà che sempre avete avuto, la fiducia che avete
posto in un uomo che fu solo interprete di grandi
aneliti di giustizia, che impegnò la sua parola di
rispettare la costituzione e la legge, e così fece. In
questo momento definitivo, l’ultimo in cui posso
rivolgermi a voi. Spero che impariate dalla lezione. Il
capitale straniero, l’imperialismo, unito alla reazione,
ha creato il clima perché le Forze Armate rompessero
con la loro tradizione (...)
Proseguite voi, sapendo che, non tardi ma molto presto,
si apriranno i grandi viali alberati dai quali passerà
l’uomo libero, per costruire una società migliore.
Viva il Cile, viva il popolo, viva i lavoratori!
...ste sono le mie ultime parole, ho la certezza che il
sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, almeno, ci
sarà una sanzione morale per punire la fellonìa, la
codardia ed il tradimento.

Ultimo discorso del presidente Salvador Allende al popolo, trasmesso l’11 settembre 1973.

2 commenti:

Marco ha detto...

E poi crepò durante il golpe se non sbaglio...con gli americani sempre in mezzo ai maroni!!
Chissa se quel fottuto di BinL. ha scelto quella data anche per questo motivo?!
Ma starsene buoni buonini a casa loro no ,eh?!?
Piccola assurda parentesi.
Ho visto di recente una spettacolare puntata dei Simpsonne:
Homer era intento ad inseguire il tipico Texano(cappellone,Cadillac tamarra con corna di bove sul davanti,etcetc.stereotipissimo!)
che gli aveva tagliato la strada ,imprecando.Ad un certo punto H. si mette col corpo fuori dalla vettura
cercando di colpire con mazza da baseball la cadillaccatamarra e Lisa da dietro cerca di far ragionare il padre dicendo che l'America è una nazione civile e la vendetta non è una scelta da americano...risposta di Homer:
"MA ALLORA PERCHè SIAMO ANDATI IN IRAQ?!?!?"
Tristemente Divertente

Michele ha detto...

Quando dice che sono le sue "ultime parole" é nel senso letterale del termine.
Se ne discuteva ed é certo che ci siano state colpe ed errori da parte sua, per primo il non chiamare il popolo, il suo popolo, alle armi, ma non é da poco resistere fino all'ultimo, fino alla morte.