mercoledì, aprile 25, 2007

Liberi?

Sono felice, nel mentro "festeggio" la Liberazione dai nazi-fascisti, di stare leggendo "Asce di guerra" [Ravagli e Wu ming, ed. Einaudi]:


"Avevano,anzi,avevamo vinto, e cosa era cambiato? I preti erano peggio di prima, il Papa aveva alzato la testa, tanti avevano nascosto la camicia nera per riciclarsi in mille modi, i ricchi erano ancora lì e noi facevamo la fame."

Basta che uno ci pensi un attimo, chi appoggiava il regime e svolgeva un ruolo attivo (lasciamo stare chi si negò alla lotta ma si fece la tessera fascista solo per sopravvivenza), dopo aver picchiato, umiliato e ucciso impunemente per 20 anni, continuò libero e attivo:

"Amnistia Togliatti"(...) Il decreto metteva sullo stesso piano la collaborazione col nemico e la lotta di liberazione. (...)
Basta documentarsi per vedere che "i pezzi grossi del fascismo se la cavano in un modo o nell'altro" dato che, ad interpretare la legge d'amnistia, ci pensava la Cassazione (quella delle recenti sentenze sullo stupro coi jeans che è meno stupro e sulla violenza sessuale a minori che è meno violenza se il minore ha già fatto sesso):
"La Corte di cassazione è composta da uomini che devono al fascismo la loro posizione [...] Il ruolo prevaricatore della Cassazione non è che la rivincita di uomini che poco si sono discostati dal loro passato: una rivincita realizzata [...] completando l'opera di totale smantellamento dell'apparato punitivo contro fascisti e collaborazionisti, applicando in maniera estensiva e indiscriminata l'amnistia."
Mi domando e vi domando, quindi, che senso abbia la parola "occupazione" e "liberazione", se non come formula magica che, espressa verbalmente o per iscritto, trasforma la realtà senza cambiarla?
Si sappia, dunque, che la lotta di Resistenza ha permesso che i torturatori di un partigiano venissero amnistiati, che chi si dilettava a strappare le unghie ai prigionieri venisse scarcerato, che gli stupri fossero solo (per la Cassazione) "offesa all'onore della donna e al pudore ".

Nel 1954 secondo il Tribunale supremo militare: "i combattenti della Rsi hanno diritto di essere riconosciuti come belligeranti" mentre i partigiani no "perchè non portavano segni distintivi riconoscibili a distanza" [...] "la Rsi era un governo di fatto, ma poteva essere considerata un governo legittimo [...] pertanto, non essendo punibile l'omicidio di partigiani, in quanto persone non belligeranti, deve essere applicata l'amnistia al reato di collaborazionismo".

Eccoci ora in un'Italia liberata, in cui i Carabinieri del '40 sono quelli del '50, le botte date sono le stesse come le persone che se le prendono; i giudici giudicavano nel '40 e gli stessi giudicavano nel '50; tutti, però, lo facevano con ben altro spirito, con quello della democrazia, un valore che gli scorreva nelle vene da quanto lo avevano difeso per Vent'anni...
Vorrei anche parlare dell'altro lato, quello della criminalizzazione dei partigiani, ma preferisco consigliarvi fortissimamente di leggere questo libro, molto scorrevole e molto bello.
Comunque: che schifo!
Buon 25 aprile.

1 commento:

Andrea ha detto...

Concordo ampiamente con il tuo CHE SCHIFO!!!!!